Maggiore potenziamento della medicina territoriale
Il paziente al centro del Piano sanitario

La recente pandemia che ha colpito così duramente l’intero pianeta, non ha risparmiato la nostra regione che ha pagato un prezzo elevato in termini di perdita di vite umane e che ha vissuto pesanti ricadute sul suo tessuto economico e sociale.
Questo tragico evento ha evidenziato come la Sanità rappresenti il tema principale su cui investire nell’immediato e nei prossimi anni, invertendo la tendenza ormai accolta con rassegnazione dalla popolazione, per cui occorresse tagliare la spesa sanitaria ad ogni manovra finanziaria nazionale e di conseguenza regionale. Due sono le linee di indirizzo su cui puntare una nel breve-medio termine e l’altra nel medio- lungo termine.

La prima deve prevedere tutte le misure, strutturali ed organizzative, per affrontare una nuova emergenza pandemica che potrebbe ripresentarsi, magari in forma meno aggressiva, soprattutto in considerazione dei protocolli terapeutici utilizzati nella prima fase, ma che potrebbe rimettere in crisi il nostro sistema sanitario. La necessità immediata è di prevedere delle strutture esterne al Presidio Ospedaliero Parini, per aumentare la dotazione di posti letto di terapia intensiva e sub-intensiva, così come previsto dal DM 34, potenziare le strutture di Pronto Soccorso e triage, con strutture di primo ricovero attigue e nel contempo prevedere di ridurre l’afflusso di utenti e visitatori che accedono per prestazioni ambulatoriali all’Ospedale (circa 100.00 passaggi all’anno), allestendo adeguate strutture prefabbricate nell’area ospedaliera accessibili dall’esterno.
Analogamente va potenziato il territorio, sia in termini strutturali, dotando tutte le RSA e le micro-comunità dei presidi adeguati, sia potenziando la dotazione organica di personale infermieristico e OSS, che possa far fronte alla gestione di pazienti complessi e particolarmente fragili. Un ruolo importante sarà demandato all’organizzazione dei percorsi terapeutici ed assistenziali territoriali che dovranno essere gestiti, verificati e se necessario adattati alle diverse situazioni, con il coinvolgimento dei Medici dell’Emergenza, i Responsabili medici delle Strutture, i Medici di Medicina Generale ed i Pediatri di libera scelta. La telemedicina deve avere in questo caso un ruolo essenziale, consentendo l’interazione rapida ed efficace tra operatori sanitari del territorio e quelli ospedalieri. L’investimento sulla telemedicina non potrà fermarsi alla fase di breve periodo.
Sarà essenziale, affinché si possano affrontare con relativa serenità i prossimi mesi, dare piena attuazione LR del 13 luglio 2020, n.8 cercando di negoziare un accordo con il Governo in merito alle osservazioni che sono state fatte e che non tengono debitamente conto, a nostro avviso, delle prerogative di Autonomia del nostro Statuto, particolarmente in tema di sanità.

La seconda linea di indirizzo deve guardare alla fase post-Covid-19 e si deve avvalere in prima istanza di una Direzione Strategica stabile, superando così la fase commissariale, e che consentirà di rivedere l’Atto Aziendale in un’ottica di efficienza ed efficacia con al centro il paziente e gli aspetti clinici che lo riguardano.

Preliminarmente andrà completato il nuovo Piano Sanitario Regionale che dovrà necessariamente tenere conto delle profonde modificazioni che sono intervenute in questi mesi a seguito dell’epidemia Covid-19 che ha evidenziato la fragilità del nostro Sistema Sanitario che si avvale di fatto di un unico Presidio Ospedaliero e che presenta un territorio particolarmente disagiato.
A tale proposito risulta ancora più impellente dare seguito alle collaborazioni con le Regioni limitrofe, in particolare con il Piemonte e con le ASL a noi più vicine, allargando il perimetro delle possibili interazioni e consentendo al nostro Sistema Sanitario una migliore sostenibilità.

Risulterà fondamentale proseguire con la politica di attrattività degli Specialisti e nel contempo di incentivazione, non esclusivamente economica ma anche di progressione di carriera, verso i nostri operatori sanitari, affinché proseguano il loro percorso nella nostra Regione e a tale proposito sarà oltremodo essenziale dare attuazione al capitolo sanitario della LR 8.
Un’altra azione che verrà messa in campo sarà quella di investire sui giovani valdostani, prevedendo un adeguato numero di borse di studio universitarie, orientate verso le discipline in cui siamo particolarmente carenti e favorire la stipula di convenzioni ed accordi con le Università, anche in numero maggiore rispetto a quanto già avviene, al fine anche di favorire la nascita di progetti di ricerca clinica, con particolare riferimento alle patologie legate alla montagna.
E’ fondamentale indire concorsi dedicati per assumere personale infermieristico, socio-sanitario e amministrativo a tempo indeterminato

La riduzione ed il contenimento delle liste d’attesa, soprattutto di quelle legate ad alcune tipologie di interventi chirurgici e di prestazioni ambulatoriali, è una priorità assoluta tenendo conto che l’emergenza Covid ha reso la situazione decisamente complessa. Partendo dal Piano nazionale delle liste d’attesa, che mette a disposizione delle significative risorse economiche, occorrerà lavorare con tutti gli strumenti a nostra disposizione per aumentare, da un lato la produttività, anche attraverso meccanismi incentivanti verso il personale sanitario e dall’altro agire sulla appropriatezza delle richieste delle prestazioni coinvolgendo in un percorso virtuoso medici specialisti, MMG e Pediatri di libera scelta.

La riorganizzazione del territorio è un passaggio essenziale per la futura sanità valdostana. In particolare è emerso chiaramente in questi mesi che le Strutture periferiche accolgono ospiti con situazioni sanitarie molto complesse e che necessitano di una assistenza sempre più qualificata e che si avvalga di organici adeguati sia di infermieri, di OSS e di altre figure professionali, quali ad esempio i fisioterapisti. Andrà incrementata la possibilità di accogliere pazienti con patologie croniche e degenerative, anche in sinergia con il Piano delle cronicità che vede coinvolti in prima istanza i Medici di Medicina Generale. Sarà indispensabile investire per implementare le attività ambulatoriali territoriali, sia in termini di visite che di prestazioni specialistiche, per favorire l’accesso dei pazienti ai servizi, ridurre le liste d’attesa e per diminuire ulteriormente l’afflusso al Parini.
La recente pandemia ha inoltre confermato come siano necessarie adeguate sinergie tra sanità pubblica e privata che, se adeguatamente programmate e finalizzate all’interesse degli utenti, rappresentano un valore aggiunto che non intendiamo trascurare.

Per ciò che concerne l’Ospedale è necessario intraprendere e terminare nei prossimi mesi i lavori indispensabili per affrontare in sicurezza l’autunno; è inoltre necessario nel medio termine provvedere a concentrare il nuovo ospedale per acuti in un’unica struttura che tenga conto anche delle esigenze emerse dall’emergenza Covid ( per es. ridurre gli afflussi all’interno della struttura).
E’ fondamentale, inoltre, dotarsi di spazi indispensabili a supporto dell’emergenza/urgenza e dei reparti clinici con particolare riferimento alla separazione dei percorsi all’interno della struttura.
Altrettanto importante è riconvertire l’ospedale Beauregard in una struttura dedicata al ricovero di pazienti cronici, non autosufficienti concependo una struttura a forte vocazione riabilitativa.

 

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