Leggi di bilancio della Regione 2021-2023: la relazione dell’Assessore Marzi

14 Dicembre 2020News regionali

Nella seduta consiliare del 14 dicembre 2020, a chiusura dell’illustrazione abbinata del Documento di economia e finanza regionale (DEFR), della legge di stabilità e del bilancio della Regione autonoma Valle d’Aosta per il triennio 2021-2023, è intervenuto l’Assessore alle finanze, Carlo Marzi (AV-SA).

L’Assessore Marzi ha parlato di «bilancio che nasce da una scelta politica di umiltà e responsabilità che si colloca nel solco della continuità amministrativa ed è finalizzata a garantire la prosecuzione della gestione evitando di dover incorrere nel rischio dell’esercizio provvisorio, nell’alveo degli indirizzi già contenuti nel DEFR per il triennio 2020-2022.»

«Il documento – ha proseguito l’Assessore – è il frutto di un’analisi tecnica e si incardina in un quadro di estrema complessità, condizionato, oltre che da una fase storica di generale incertezza economica, anche dall’emergenza sanitaria e sociale, di cui, al netto degli effetti immediatamente deducibili in termini di contrazione generale dell’economia e crisi occupazionale, non abbiamo ancora piena contezza in termini di impatto sulle famiglie, sul tessuto imprenditoriale e professionale, sulla tenuta di equilibri sociali già precari e a rischio di ulteriori stati di esclusione e povertà. La fase emergenziale ancora in atto richiede ulteriori allocazioni di risorse, sia in ambito sanitario e sociale per il contrasto all’emergenza Covid, sia nel settore di sviluppo economico, turistico e territoriale per il superamento delle conseguenze della pandemia, attraverso la riproposizione delle misure di ristoro e di sostegno, opportunamente implementate e aggiornate con una particolare attenzione all’equilibrio tra spesa e investimento. Il percorso che si è intrapreso, improntato all’ascolto e alla condivisione, vede la centralità dell’organo consiliare e risulterà sostanziale per giungere al successivo aggiornamento e assestamento dei documenti finanziari e programmatici, in aderenza alla finalizzazione del programma di Legislatura.»

«Risulta evidente – ha osservato Carlo Marzi – come sia oggi preminente rispetto al passato ricercare nuovi approcci nelle valutazioni dei contenuti e nelle modalità di confronto a dispetto delle aspettative politiche di parte. Oltre alla stabilità di governo, la comunità valdostana richiede uno sforzo di vero confronto sui contenuti, svincolato dai consueti schemi, storicamente perimetrati da legittimi approcci ideologici e di parte, che da sempre hanno condizionato la massima assise regionale. Ci è chiesto di dare contenuto e sintesi a regole e ruoli della politica senza i quali restano solo riti e liturgie che non sono più aderenti alla realtà che stiamo vivendo.»

L’Assessore è quindi entrato nel merito del bilancio: «Il totale dei 5 titoli delle entrate, in tal senso, ammonta a 1.302 milioni di euro ed è già oggi una prima conseguenza sui gettiti previsti per effetto della crisi economica provocata dall’emergenza sanitaria: ecco quindi che sia i tributi propri sia le compartecipazioni ai tributi erariali tra le più sensibili al lockdown – IVA e accise carburanti – risultano essere in calo rispetto alla precedente previsione di 90 milioni di euro. Si fa fronte a questo squilibrio grazie alle entrate straordinarie previste per questo tipo di evenienza dal d.l. n.  34/2020 e dalla giusta riallocazione sul biennio 2021-2022 degli utili di CVA per il tramite di Finaosta.»

«In merito alla totalità delle spese, la somma delle spese correnti e delle spese da investimento è pari a 1.386 milioni di euro che vedono dare priorità alle esigenze sanitarie e di tutela della persona come prima voce di spesa col 29% del totale, seguite dall’istruzione col 14% passando poi agli enti locali, ai trasporti, all’ambiente e allo sviluppo economico. Fatta, quindi, questa dovuta analisi sulle macro voci del bilancio, la legge di stabilità ha avuto un contenuto ridotto al minimo obbligatorio garantendo comunque che i trasferimenti senza vincolo di destinazione per Comuni e Unités permangano a invarianza di trasferimento.»

Per l’Assessore «le sfide economico-sociali che si stanno delineando hanno, infatti, come principale obiettivo vieppiù espresso la necessità di esaudire le seguenti esigenze: migliorare la nostra capacità di ripresa; ridurre l’impatto sociale ed economico della crisi pandemica; sostenere la transizione verde e digitale; innalzare il potenziale di crescita dell’economia e la creazione di occupazione.»

«È necessario – ha aggiunto Marzi -, partendo da un documento politico tradotto a livello contabile come la finanziaria regionale, sapere guardare alle necessità davanti alle quali la situazione pandemica ci pone. In tal senso le analisi effettuate per leggere l’attuale contesto hanno chiaramente evidenziato che i punti strategici sopra riportati risultano essere le maggiori criticità sulle quali intervenire a livello strutturale. La situazione di difficoltà che la Valle sta vivendo a livello economico è evidente in tutti i settori e riguarda ogni ambito economico dalle famiglie alle imprese. Ciò nonostante i dati, come ad esempio le disponibilità liquide delle imprese e delle famiglie, la semplificazione dell’accesso alle forme di garanzia sui debiti e gli effetti positivi delle moratorie sui rimborsi delle posizioni debitorie possono essere interpretati come possibili soluzioni di sostegno e sviluppo economico future da approfondire rispetto ad una situazione di generale difficoltà.»

«I nostri Comuni, la montagna in generale, stanno vivendo un momento di forte difficoltà, di solitudine e di incomprensione generalizzata – ha concluso l’Assessore al bilancio -. La lettura del nostro territorio disposta a livello centrale evidenzia una palese difficoltà nel conoscere e riconoscere le nostre particolarità e la stessa struttura del nostro storico concetto di comunità locali. A questo proposito un ritorno a una solidarietà pragmatica tipica delle nostre piccole comunità sarebbe auspicabile a tutti i livelli, a partire da quello istituzionale, sospendendo un uso masochistico dell’eccessiva litigiosità. L’esperienza di queste ultime settimane evidenzia in particolar modo un chiaro tentativo, sebbene errato, di tradurre la realtà valdostana come una media di fattori ordinari, piuttosto che secondo categorie territoriali e sociali che potremmo definire standard o orizzontali, ed è proprio qua il paradosso logico, tentare di omologare quanto per suo stesso “Statuto” è particolare piuttosto che rendere piana la nostra specialità montana.

 

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