Un maggiore peso al requisito della residenza e una più ampia responsabilità ai Comuni nello stabilire i criteri di assegnazione delle case popolari in Valle d'Aosta. Su queste direttrici si muovono le modifiche che sono state apportate alla legge regionale del 1995 riguardante l'edilizia residenziale pubblica approvate dal Consiglio regionale valdostano.
Chi ambisce ad un alloggio di edilizia residenziale pubblica nel territorio valdostano, ad esclusione degli addetti delle forze dell'ordine e di altre categorie speciali, dovrà avere almeno otto anni anche non consecutivi di residenza in Valle d'Aosta. Lo prevede la nuova legge regionale, approvata oggi dal Consiglio Valle, e che modifica la norma 39/1995.
La nuova legge - secondo l'assessore regionale alle Opere Pubbliche, Marco Vierin - mira a dare "maggiore peso al requisito della residenza oltre che autonomia e responsabilità agli enti locali, semplificando e aumentando l'efficacia alle procedure di assegnazione degli alloggi". L'obiettivo è consentire ai Comuni valdostani, che devono assegnare alloggi di edilizia residenziale pubblica, la predisposizione di bandi di assegnazione "che tengano conto e rispondano con maggiore efficacia alle variate condizioni socio-economiche della popolazione".
"In questo modo - ha sottolineato Vierin - l'Ente locale, individuati i bisogni del proprio territorio, potrà indirizzare le risposte che ritiene più adeguate: anziani, giovani coppie, disoccupati". La legge introduce inoltre la graduatoria permanente e unica, aggiornata annualmente per tenere conto sia delle modificazioni intervenute nelle condizioni dei concorrenti che già hanno presentato domanda, sia per permettere a nuovi aspiranti di presentare la domanda ed essere inseriti in graduatoria. E' poi eliminata la suddivisione della graduatoria per differenti categorie di utenti.

