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Il progetto APPI si propone di "migliorare la qualità di vita dei pazienti con l'obiettivo di non vanificare i risultati terapeutici acquisiti". Alice denuncia anche l'assenza di collaborazione da parte del Reparto ospedaliero di Neurologia.

"Ogni anno sono circa 400 le persone colpite da ictus cerebrale. Una buona parte di questi malati, oltre ad avere problemi fisici, manifestano anche disagi psicologici dovuti all'arrivo improvviso della malattia ed al fatto che spesso l'ictus sconvolge la vita quotidiana e riduce l'autonomia, la mobilità e la capacità di esprimersi delle persone". Sono le considerazioni emerse ieri, martedì 10 novembre, durante la conferenza stampa promossa da Alice (Associazione per la Lotta all'Ictus cerebrale) e dal suo presidente Giuseppe D'Alessandro.

Per dare una risposta al disagio psicologico delle persone colpite da ictus e delle loro famiglie, Alice ha promosso, di recente, il progetto APPI (Assistenza Psicologica nel Post-ictus). Il progetto si propone di "migliorare la qualità di vita dei pazienti e dei loro familiari con l'obiettivo di non vanificare i risultati terapeutici acquisiti".
Nell'ambito del progetto A.P.P.I saranno, quindi, creati due gruppi creando due gruppi, composti rispettivamente dalle persone colpite da ictus e dai familiari che si occupano della loro cura e seguiti dalla psicologa Nadia Pochintesta.

"Chiediamo la collaborazione forte dei media per diffondere questo progetto presso le le persone colpite da questa malattia - ha spiegato Giuseppe D'Alessandro, presidente di Alice - anche perché, con rammarico, dobbiamo registrare l'assenza di partecipazione, nonostante sia stato più volte sollecitato il coinvolgimento, da parte dell'ospedale regionale e, in particolare, dal reparto di Neurologia". "Questa mancata collaborazione - ha sottolineato ancora il dott. Giuseppe D'Alessandro- può anche compromettere l'esito del progetto perché in questi lavori è indispensabile un collegamento tra le istituzioni ospedaliere e il territorio rappresentato, in questo caso, da un'associazione di volontariato come Alice".

Il presidente di Alice ha poi presentato anche il progetto Censis, un'iniziativa nazionale che si propone, attraverso la compilazione di un questionario di valutare l'impatto della malattia anche in termini di costi per la società. L'Associazione si propone di somministrarne una trentina ad Aosta.

Fonte: Redazione Aostasera

 

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