Una seduta monotematica, dedicata al Piano urbanistico di dettaglio di iniziativa pubblica per la realizzazione del nuovo polo universitario valdostano, negli spazi occupati attualmente dalla caserma Testafochi, ha concluso il Consiglio comunale di Aosta che si è riunito per tre giorni gli scorsi martedì 23, mercoledì 24 e giovedì 25 febbraio, Alla fine il Consiglio comunale di Aosta, con ventidue voti favorevoli e cinque astensioni, giovedì scorso, 25 febbraio, ha adottato, appunto, il cosiddetto Pud della Caserma Testafochi.
Quest’ultimo, curato dallo Studio Mellano Associati di Torino con Atelier Architetti Associati, l’architetto e ingegnere Piero Bethaz, il dottore forestale Alessandra Girotto, il geologo Dario Mori e l’architetto Paolo Varetti, affonda le sue radici nelle linee guida generali elencate nello studio di fattibilità approvato dalla Regione e coinvolge una superficie che in tutto supera gli 84mila metri quadrati. Oltre al complesso della caserma sono comprese le aree tra le mura romane, via Monte Vodice e viale Partigiani e tra il limite nord di via Monte Pasubio e via Carducci.
Quest’ultimo, curato dallo Studio Mellano Associati di Torino con Atelier Architetti Associati, l’architetto e ingegnere Piero Bethaz, il dottore forestale Alessandra Girotto, il geologo Dario Mori e l’architetto Paolo Varetti, affonda le sue radici nelle linee guida generali elencate nello studio di fattibilità approvato dalla Regione e coinvolge una superficie che in tutto supera gli 84mila metri quadrati. Oltre al complesso della caserma sono comprese le aree tra le mura romane, via Monte Vodice e viale Partigiani e tra il limite nord di via Monte Pasubio e via Carducci.
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Gli interventi relativi al complesso dell’Università prevedono la rifunzionalizzazione dei corpi edilizi principali delle ex caserme mediante interventi differenziati sulla base della classificazione storico-documentaria degli edifici. Le funzioni accademiche saranno articolate in due aree: l’area didattica, con fronte principale su piazza della Repubblica, destinata al rettorato, alle aule didattiche, e alle funzioni di servizio allo studio (aule studenti, biblioteca, laboratori); e l’area dello studentato e dei servizi, comprendente una residenza universitaria con circa cento posti letto prevista nella palazzina Beltricco, la caserma più antica del complesso mi1itare, e una struttura polifunzionale semi-ipogea dedicata alla palestra, all’auditorium e agli eventi.
Rispetto alla prima versione di Pud, presentata all’inizio dello scorso dicembre, non compaiono più il parcheggio interrato di piazza della Repubblica (destinata alla completa pedonalizzazione) e quello inizialmente individuato nel prato a fianco della Torre del Lebbroso. Due parcheggi sotterranei verranno comunque realizzati sotto il cortile dell’adunata e sotto la nuova piazza dell’Università, per un totale di 970 posti. La spesa complessiva per l’opera sarà di circa ottanta milioni di euro (di cui venti solo per le modifiche alla viabilità). Il cronoprogramma indica il 2015 come data per la conclusione dei lavori.
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Rispetto alla prima versione di Pud, presentata all’inizio dello scorso dicembre, non compaiono più il parcheggio interrato di piazza della Repubblica (destinata alla completa pedonalizzazione) e quello inizialmente individuato nel prato a fianco della Torre del Lebbroso. Due parcheggi sotterranei verranno comunque realizzati sotto il cortile dell’adunata e sotto la nuova piazza dell’Università, per un totale di 970 posti. La spesa complessiva per l’opera sarà di circa ottanta milioni di euro (di cui venti solo per le modifiche alla viabilità). Il cronoprogramma indica il 2015 come data per la conclusione dei lavori.
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Positiva, invece, la valutazione di Flavio Serra, capogruppo di Stella Alpina: «La soluzione generale prospettata dal Pud prevede un ottimo inserimento dell’opera nel contesto urbano, rendendola permeabile e con ampi spazi fruibili anche dai cittadini. Il carattere internazionale dell’Università e le positive ricadute del suo insediamento rappresenteranno per la nostra città grande opportunità di sviluppo culturale, sociale ed economico».
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Fonte: La Vallée

