News
10 maggio 2012
Comune di Aosta
Aosta, a breve partirà la costruzione degli alloggi che sostituiranno il "grattacielo" del quartiere Cogne. Sulle ceneri del condominio potrebbe sorgere un parcheggio e un'area verde. Il termine dei lavori è nel 2015.
28 aprile 2012
Comune di Aosta
Cityporto, primo bilancio con più luci che ombre
27 aprile 2012
Assessorato Regionale Opere Pubbliche
Approvato il progetto esecutivo della variante della s.r. 28. Il cantiere aprirà a giugno e la strada sarà transitabile entro fine anno
16 aprile 2012
Inva
Via libera al disegno di legge che modifica l'Inva Aosta. La seconda Commissione consiliare “Affari generali” ha dato parere positivo, con la sola astensione dell'Alpe, al disegno di legge che trasforma l'Inva in una società a totale capitale pubblico.
14 aprile 2012
Comune di Charvensod
Charvensod, una rete di canali per proteggere il capoluogo dalle alluvioni. Il progetto preliminare è stato approvato dal Consiglio comunale e dovrà essere approvato dalla Regione
14 aprile 2012
Comune di Aosta
Trentasei biciclette nuove acquistate dal Comune
STELLA ALPINA Movimento Politico della Valle d'Aosta

AOSTA CAPITALE DELL'AUTONOMIA
NOS PROPOS POUR L'AVENIR
 
Le profonde trasformazioni economiche, sociali, culturali e politiche intervenute in questi ultimi decenni nella nostra comunità hanno visto emergere sempre più decisamente il ruolo e l’importanza dell’istituto dell’Autonomia Speciale assimilato dalla popolazione come destino imprescindibile e radicato strumento di autogoverno dei valdostani. Tutto ciò ha fatto crescere una consapevolezza diffusa della necessità di renderla sempre più forte, solida e adeguata ai mutamenti in atto.
Per contro, a livello nazionale, si va affermando un orientamento – piuttosto bipartisan – che tende ad omologare tutte le regioni italiane in nome di un federalismo in cui fanno solamente aggio i numeri (quantità di popolazione, percentuale del PIL, standard qualitativi dei servizi, parametri economici, ecc.) rispetto alle identità culturali che fondano le loro radici nella storia dei popoli e nella peculiare natura fisica dei luoghi, tipici di una realtà di montagna, che necessita e merita una particolare attenzione. Questa impostazione, per un certo verso, può apparire comprensibile, e forse anche inevitabile per un Paese che a centocinquant’anni dall’avvento dello Stato Unitario funziona ancora a due velocità, essa costituisce tuttavia un forte rischio per la nostra Regione che, di aspetti numerici quali territorio, popolazione, peso parlamentare, non può fare un elemento di forza contrattuale. Anche il travagliato, seppur necessario e da noi fortemente auspicato, processo di integrazione europea, a causa di certe semplificazioni egualitarie gestite con piglio giacobino dalle autorità comunitarie, ci induce ad aumentare il livello di attenzione nei confronti di Bruxelles e Strasburgo e ad affinare la nostra capacità di reazione e di proposta.
La nostra Regione si trova costretta a giocare contemporaneamente due fondamentali partite per difendere e rafforzare la propria Autonomia: quella sul fronte esterno, nei confronti di Roma e Bruxelles; l’altra sul fronte interno, incentrata sull’incremento di qualità che vorremmo imprimere al sistema “Valle d’Aosta”.
Tutto ciò ci impone di prendere atto che una fase storica si è conclusa e che diventa necessario attrezzarci per tempo al fine di dare vita ad una nuova, più difficile ed esaltante fase: quella della SECONDA AUTONOMIA.

L’avvento della SECONDA AUTONOMIA deve assumere, per la nostra gente, il significato di una vera e propria sfida: come fare sviluppo – per una piccola regione, fortemente caratterizzata dal suo particolarismo culturale e dalla sua natura alpina (magnifica, ma anche impegnativa) - nell’epoca della globalizzazione?
 
Le défi valdôtain dovrà puntare essenzialmente a far uscire la nostra società da quella sorta di “impasse” economica (oggi aggravata dalla crisi mondiale) che l’ha caratterizzata in questi ultimi decenni e che un profondo conoscitore della Valle d’Aosta aveva già magistralmente tratteggiato come “benessere senza sviluppo”, pur senza voler minimamente sottostimare gli importanti traguardi raggiunti, che hanno consentito alla nostra comunità di ottenere quell’“égalité de chances” rispetto ad altre aree metropolitane più ricche della nostra.

Come fare sviluppo, dunque? Aumentando la ricchezza prodotta, per continuare a garantire un elevato standard dei servizi offerti alla collettività.

E ciò si potrà ragionevolmente ottenere puntando, in primo luogo, all’ottimizzazione di tutto il potenziale umano, territoriale, infrastrutturale, tecnico, economico, finanziario e culturale di cui attualmente disponiamo. E non è poca cosa.

Oltre sessant’anni di Autonomia non sono trascorsi invano.

Le défi valdôtain, infatti, si dovrà giocare essenzialmente sull’incremento di qualità che riusciremo ad imprimere al “sistema Valle d’Aosta”. Sappiamo di non avere dalla nostra parte il conforto dei grandi numeri. Per realtà più consistenti la “qualità” diventa una ragionevole probabilità statistica: nel nostro caso deve diventare un progetto lucidamente elaborato e tenacemente perseguito, dove nulla può essere lasciato al caso o all’improvvisazione.
Qui entra in gioco anche il ruolo fondamentale della città di Aosta: quello della sua trasformazione da capoluogo regionale – qual è attualmente - in “compiuta Capitale dell’Autonomia” valdostana.
 
AOSTA CAPITALE DELL’AUTONOMIA VALDOSTANA

Aosta, per tutti i valdostani “la veulla”, è, in realtà, l’unico aggregato insediativo della nostra regione in cui storicamente si è manifestato con continuità ed evidenza quello che potremmo definire l’effetto urbano. Ciò è sempre stato pacifico per chicchessia, tanto che persino Alberto Savinio (musicista, pittore e letterato; fratello del più noto Giorgio De Chirico), nel lontano 1948 trovandosi in Valle come viaggiatore, coniò una scultorea definizione della nostra “veulla” che ci piace ricordare per la sua potenza espressiva: Aosta città necessaria.

Oggi, nel far nostra questa felice definizione, intendiamo tuttavia arricchirla rilanciando: “Aosta, capitale necessaria dell’Autonomia”.
 
PERCHE’ CAPITALE “NECESSARIA”

Ogni epoca storica che si è succeduta, nei luoghi in cui sorge la città di Aosta, ha lasciato tracce più o meno evidenti del suo passaggio. Quelle scelte edilizie ed urbanistiche hanno corrisposto al ruolo e alle funzioni che volta per volta la nostra città è stata chiamata ad assolvere. Qui ci occuperemo solo delle più recenti e significative.
 
Tre sono gli avvenimenti che hanno caratterizzato, nei primi decenni del secolo scorso, l’impianto urbanistico di Aosta e ne hanno pesantemente condizionato gli sviluppi successivi fino ai giorni nostri:

1) la nascita dello stabilimento siderurgico Naz. Cogne (già Ansaldo) e del suo quartiere operaio;
2) la costruzione delle numerose caserme per l’acquartieramento degli alpini;
3) l’istituzione della Provincia fascista con le conseguenti infrastrutture.

I numerosi piani regolatori che si sono succeduti dopo l’avvento dell’Autonomia e della Repubblica hanno sostanzialmente perpetuato tali scelte insediative ed hanno consentito la crescita della città per saturazione delle aree in allora suscettibili di edificazione, limitandosi ad individuare standard urbanistici ed equilibri funzionali per una città prevista in forte espansione urbana e demografica. Tale ipotesi è stata successivamente contraddetta dal verificarsi di alcuni fenomeni quali: la riduzione del tasso di natività; il forte ridimensionamento dell’attività siderurgica; la delocalizzazione di attività artigianali e commerciali e direzionali lungo la SS 26 nei Comuni posti immediatamente ad est di Aosta e in quelli che la fronteggiano, lungo la Dora, in riva orografica destra; la fine del servizio di leva obbligatorio (che ha consentito – successivamente - l’Accordo di Programma tra Comune, Regione e Ministero della Difesa per la riconversione in edilizia universitaria della Testafochi); la propensione dei cittadini più abbienti alla realizzazione di unità abitative unifamiliari, moda che ha trovato soddisfazione nei comuni viciniori, occupando a macchia d’olio quella vasta area nota come la “plaine”, fino quasi a saturarla.
Quest’ultimo fenomeno ha ingenerato non pochi problemi di viabilità, di accessibilità, di dotazione infrastrutturale e di compatibilità funzionale in quell’agglomerato urbano che oggi si presenta come una sorta di città continua e che, apparentemente, sembra ignorare i confini dei comuni che la costituiscono.
In realtà la “cucitura” urbanistica tra le varie entità non si è verificata se non per recepire il coordinamento viabilistico minimo, senza tuttavia giungere alla definizione di un superiore disegno urbano coerente e strutturato.
A ciò si deve aggiungere una cospicua politica di delocalizzazione che la stessa Amministrazione regionale ha compiuto per consentire la crescita obbligatoriamente esponenziale dei propri servizi (per effetto del trasferimento di competenze tra Stato-Regione), impossibilitata com’era di ospitarli nel palazzo di piazza Deffeyes - nato sottodimensionato e privo di possibilità d’ampliamento - affrontando costi elevati di llocazione e creando disservizi agli utenti delle strutture decentrate. A questo, come ad altri problemi, la Regione sta preparando risposte che si trasformeranno in progetti concreti ed impegnativi da avviare in tempi stretti per poter assolvere anche a quella funzione anticiclica che lo stato della nostra economia richiede – soprattutto - a sostegno dell’occupazione.
In effetti, nei prossimi anni, Aosta sarà interessata da grandi opere per la comunità che ne trasformeranno il volto e miglioreranno, nel contempo, la qualità della vita dei nostri concittadini e visitatori.
 
LE GRANDI OPERE

A. IL POLO UNIVERSITARIO
Dal processo di conversione della Caserma “Testafochi” in polo universitario sono attesi due tipi di ricadute. Anzitutto, sul tessuto sociale della città. Una realtà caratterizzata dalla presenza di universitari è, per antonomasia, viva ed aperta a quei processi di scambio (e, quindi, di crescita) derivanti dal confronto continuo con portatori di idee di diversa provenienza, quali sono gli studenti. Inoltre, questo intervento non mancherà di offrire significative risposte di carattere urbanistico, con il riordino rispetto alla situazione attuale della presenza cittadina dell’Ateneo, che verrà portato nel cuore della città. Un cuore che proprio l’Università, grazie ad una sempre maggiore interazione con l’Amministrazione comunale, dovrà contribuire a far pulsare con vigore.
Considerando come il Piano Urbanistico di Dettaglio approvato dal Consiglio comunale lasci, molto opportunamente, una certa libertà compositiva ai futuri progettisti, pur definendo gli aspetti essenziali e le indispensabili relazioni da garantire con il contesto, questo intervento sarà poi l’occasione per affrontare alcuni “nodi”.
Sopra tutti, occorrerà decidere, con un percorso partecipato, se il futuro polo universitario dovrà apparire come un “riuso” delle vecchie caserme, ingentilito da un “restyling” magari “garbato”, oppure se, conservando e valorizzando quanto ha valenza storica e patriottica (e quindi culturale e morale) della “Testafochi”, potrà segnare una svolta epocale caratterizzata da un marcato gesto architettonico fortemente innovativo.
B. L’AMPLIAMENTO DELL’OSPEDALE U. PARINI
La garanzia degli elevati standard qualitativi raggiunti dal sistema sanitario valdostano sarà amplificata, al servizio del benessere della nostra comunità, dalla realizzazione del presidio unico ospedaliero “Umberto Parini”, voluto – con orgoglio – dalla cittadinanza, con una scelta precisa che ha respinto ipotesi di delocalizzazione, insensate sul piano organizzativo e persino pregiudizievoli su quello sanitario.
L’ampliamento ad est dell’ospedale di viale Ginevra infatti permetterà ai cittadini del capoluogo e all’intera popolazione regionale di accedere, attraverso un unico complesso, ad una pluralità di servizi sanitari, senza più la necessità di doversi spostare da un luogo all’altro. In particolare, alle riconosciute qualità e professionalità dei reparti già esistenti, si affiancheranno strutture fortemente innovative, destinate a divenire un punto di riferimento, non solo a carattere locale, con positive ricadute sul prestigio della città e della regione.
Da non trascurare, poi, le opportunità offerte dall’Accordo in termini di riqualificazione urbanistica: grazie agli interventi in programma, la “Porta Nord” di Aosta troverà, infatti, risposte concrete in termini di sosta e viabilità.
 
C. TRASPORTO A FUNE SOTTERRANEO
La necessità di procedere agli scavi per la realizzazione della rete del “teleriscaldamento” verrà coniugata alla costruzione delle infrastrutture di un sistema di trasporto sotterraneo. Denominato “People mover”, collegherà il piazzale della funivia per Pila alla zona del Presidio Unico Ospedaliero, con una fermata intermedia nell’area in prossimità del costruendo polo universitario. Un’opera moderna, che, unita alla già valida rete di trasporti pubblici in superficie, consentirà ai cittadini spostamenti sempre più pratici e rapidi, decongestionando in maniera significativa la città dalla pressione degli automezzi privati.
 
D. IL NUOVO PALAZZO REGIONALE
Nella consapevolezza che le accresciute competenze della Regione Autonoma Valle d’Aosta e le difficoltà viabilistiche del centro cittadino unite alla volontà di “liberare” dal traffico la zona del quadrilatero romano abbiano, ormai, reso evidente l’inadeguatezza del palazzo regionale che attualmente ospita buona parte degli uffici dell’Amministrazione, anche nell’ottica di rendere un migliore servizio alla popolazione che per motivi lavoro si reca nelle sedi di piazza Deffeyes, dovrà essere portato a compimento attraverso una seria e dettagliata riflessione - in parte già avviata con il confronto tra le Amministrazioni regionale e comunale – l’iter che condurrà alla realizzazione di un nuovo, più ampio, moderno e funzionale Palazzo della Regione. Al tempo stesso si procederà ad individuare soluzioni ottimali in materia di infrastrutture ed aree di sosta, anche per garantire i collegamenti attraverso l’uso di sistemi di trasporto pubblico.

E. IL TELERISCALDAMENTO
La realizzazione delle diverse opere previste da questo progetto (segnatamente, la centrale unica e le tubazioni interrate per la distribuzione dell’acqua calda derivante dal recupero del calore generato anche dal ciclo produttivo dello stabilimento “Cogne”) consentirà di concretizzare una molteplicità di obiettivi. Da un canto, l’introduzione ad Aosta di un sistema già adottato con ottimi risultati in molte città italiane e ampiamente diffuso nel nord Europa, per offrire alla popolazione l’opportunità di riscaldare la propria abitazione all’insegna della sicurezza, del comfort e dell’economicità. Dall’altro, la conferma di un’attenzione all’ambiente doverosa in una realtà come la nostra, attraverso la scelta di un sistema che contribuirà, con l’abbandono di caldaie e combustibili da parte dei privati, ad abbattere l’inquinamento, riducendo considerevolmente le emissioni di anidride carbonica, di polveri sottili e di ossido d’azoto. Inoltre, per sfruttare al meglio la fase di trasformazione cittadina, anche in termini di utilizzo delle risorse economiche e di riduzione dei disagi alla cittadinanza, l’effettuazione degli scavi per le tubazioni dell’acqua vedrà, contestualmente, la realizzazione dei cunicoli per il sistema di trasporto sotterraneo a fune denominato “ People mover”, e il contestuale passaggio delle fibre ottiche ad alta velocità che consentiranno di definire un piano per il totale cablaggio della nostra città.
La realizzazione di queste grandi opere, che obbediscono a precise scelte politiche di carattere strategico per i destini della nostra comunità e per la sua crescita civile e culturale, è destinata a mutare non solo il volto ma anche il ruolo della nostra città che potrà finalmente compiere la transizione da capoluogo di provincia, poi divenuta - per decreto - capoluogo di Regione (senza che se ne traessero le dovute conseguenze urbanistiche di infrastrutturazione e di decoro urbano) e, oggi, finalmente compiuta capitale dell’Autonomia Valdostana, consapevole del suo rango chiamato a riflettere ed emblematizzare la nuova fase storica che viviamo.
L’affermazione di Aosta Capitale dell’Autonomia non è un gioco di parole né un brillante slogan elettorale. Obbedisce piuttosto alla necessità di affermare un nuovo paradigma nei rapporti tra Regione e Comune di Aosta, e deve suscitare nei cittadini e nelle forze politiche la piena consapevolezza che una “rivoluzione copernicana” sta cominciando e che è necessario coglierne - fin dagli inizi - l’effettiva portata.
Diciamo subito, per sgomberare il terreno da possibili equivoci, che non é la Grande Aosta, vagheggiata in altri tempi, il nostro modello di riferimento. Si tratterà, piuttosto, di saper instaurare una effettiva partnership con i Comuni della Plaine tale da consentire al comune di Aosta di assurgere compiutamente al ruolo di Capitale dell’Autonomia, facendo condividere ai Comuni viciniori tale inestricabile destino.
I tempi di attuazione necessari al completamento delle grandi opere occuperanno più di una consiliatura e si dovrà porre la massima attenzione perché, in vista di un bene futuro, il disagio alla cittadinanza sia ragionevolmente contenuto e che il percorso decisionale sia il più trasparente e partecipato possibile.
Per la positiva finalizzazione di tali progetti è necessario che essi diventino patrimonio della collettività, che la città tutta accolga e faccia proprio il grande processo di trasformazione in atto come un valore aggiunto capace di contribuire alla valorizzazione ed alla migliore spendibilità, soprattutto in termini di sviluppo turistico-commerciale, delle risorse culturali, artistiche, storiche e paesaggistiche cittadine, suscitando quella rete di sinergie in grado di capitalizzarle per lo sviluppo economico della città.
Dare un futuro economico alla città di Aosta incentrato sul mantenimento e la razionalizzazione delle attività industriali esistenti, puntando tuttavia sulla necessità di localizzare le principali attività direzionali, culturali e finanziarie di una moderna ed evoluta regione alpina a forte vocazione turistica, non significa automaticamente far emergere tutte quelle potenzialità che la città possiede e sulle quali, fino ad oggi, non si è creduto abbastanza. La città di Aosta porta ancora le stimmate di un glorioso passato industriale che l’ha connotata e strutturata come città operaia, nonché di Città presidio militare di una sensibile zona di confine, accanto a veri e propri gioielli di carattere storico ed archeologico di rilievo assoluto. Discettare sulla sua vocazione turistica senza far seguire alle analisi i necessari progetti e le necessarie risorse per concretizzarla si è, fino ad oggi, rivelato un puro esercizio retorico che, invece di risolvere il problema, ne ha allontanato la soluzione.
Gli interventi di carattere strategico previsti nel capitolo delle grandi opere possono finalmente dare gambe alla possibilità che questa vocazione si concretizzi.
Giova a tal proposito ricordare che le stime dell’impegno finanziario che la Regione sarà chiamata a sostenere per la loro realizzazione ammontano, per il prossimo decennio, a circa 1 miliardo di Euro.
 
AOSTA: LINEE GUIDA PER UN PROGRAMMA DI DETTAGLIO
PREMESSA

La città di Aosta, grazie all’impegno e agli investimenti che l’Amministrazione comunale ha finora praticato a favore dei servizi alla persona, ha ormai raggiunto livelli di eccellenza nelle prestazioni e nei servizi a domanda individuale. Gli standard qualitativi dei servizi resi in questo settore, unanimemente riconosciuti ed apprezzati, dovranno certamente essere mantenuti nel corso dei prossimi anni di governo cittadino, ma, in un momento di particolare crisi economica, quale quello che stiamo attraversando, è necessario prestare maggior attenzione al settore produttivo cittadino, oggi in grave sofferenza.
Nei prossimi anni, Aosta sarà interessata, come ricordato nelle premesse, da grandi opere, che ne trasformeranno il volto. Si pensi allo sviluppo delle zone F8 e F8 bis (destinate ad attività produttive e di servizi), alla trasformazione della caserma Testafochi in Polo universitario (che, nell’area ricompresa tra Piazza della Repubblica e Via Monte Pasubio, prevede la realizzazione di un vero e proprio campus universitario, nell’ambito degli spazi destinati all’Ateneo), all’ampliamento dell’ospedale regionale “Umberto Parini”, alla realizzazione del People mover (percorso sotterraneo a fune che, sfruttando i canali del teleriscaldamento, permetterà un attraversamento della città da sud a nord), alla costruzione del nuovo Palazzo Regionale (che accorperà in un’unica sede la più gran parte degli uffici regionali, attualmente decentrati), che comporteranno importanti trasformazioni urbanistiche e viabilistiche cittadine.
L’obiettivo generale dell’Amministrazione che ci proponiamo di guidare, è di guardare al futuro di Aosta in un’ottica di lungo periodo, offrendo un senso di prospettiva propedeutico allo sviluppo, nel tessuto sociale cittadino, di quell’orgoglio dell’appartenere ad un territorio, ad una storia e ad una tradizione, fondamentale per capitalizzare i processi di trasformazione in atto e per dare dignità reale, e non solo formale, al ruolo di “Capitale dell’Autonomia”. Una città che voglia dirsi tale deve essere abitata da protagonisti del suo avvenire.
 
LE POLITICHE DI SOSTEGNO ALLA FAMIGLIA
L’azione amministrativa che sviluppa tematiche legate alla qualità della vita e ai servizi alla persona deve orientarsi verso un maggior coinvolgimento della famiglia, da ritenersi elemento istituzionale fondante della società. La famiglia dovrà essere resa maggiormente partecipe delle scelte, tramite incontri e dibattiti che attivino maggiore consapevolezza e conoscenza delle opportunità e degli incentivi utili alla conciliazione tra impegni lavorativi e vita famigliare. In questa logica è essenziale supportare con azioni concrete la famiglia, spesso stretta da difficoltà economiche e logistiche, che assiste in casa l’anziano, bisognoso di cure nel contesto di protezione e serenità dell’ambiente famigliare.
Una risposta appropriata dovrà indirizzare politiche trasversali a tutti i settori, al fine di adottare, ove consentito, correttivi ed agevolazioni nella determinazione delle tariffe dei servizi pubblici e nel computo di tasse ed imposte comunali, con assistenza e/o esenzione al pagamento di alcuni servizi.
Il concetto di “quoziente familiare” deve pertanto trovare totale applicazione, sia in ambito delle tariffe per i servizi alla persona che nella determinazione di tasse ed imposte.
 
LE POLITICHE SOCIALI E GIOVANILI
Dovranno essere mantenuti e consolidati gli standard qualitativi dei servizi resi in questi settori. Per quanto concerne la prima infanzia, occorrerà continuare a sostenere la genitorialità, garantendo i servizi degli asili nido e dei servizi socio-educativi, assicurando, nel contempo, maggiore flessibilità oraria, così da agevolare le possibilità delle famiglie lavoratrici. Relativamente alle politiche rivolte agli anziani, dovrà essere prestata particolare attenzione all’assistenza domiciliare integrata, rafforzando contestualmente le sinergie già avviate con Enti, Associazioni, Terzo settore e Istituzioni in un’ottica di welfare community e di gestione partecipata.
Sul fronte disagio, sarà indispensabile leggere le nuove forme di povertà, personalizzando i servizi alle esigenze dei cittadini in condizioni di disagio.
Dovranno, altresì, essere diffuse la cultura delle Pari Opportunità e quella dell’inclusione sociale degli immigrati, fondata sulla legalità, contribuendo alla realizzazione di una società solidale, capace di coniugare diritti e doveri di tutti i cittadini aostani, scevra da pregiudizi connotati dall’appartenenza a diverse razze, culture, religioni e sesso.
Per quel che riguarda, infine, le politiche educative giovanili, dovranno essere promosse occasioni di incontro, scambio e confronto tra i giovani, in un’ottica dicrescita, socializzazione e arricchimento personale, cercando di radicare quanto più possibile nelle loro coscienze la cultura dell’accoglienza. In quest’ottica saranno riproposti i servizi già erogati a favore di tale fascia di età, valorizzando le grandi potenzialità in tale senso offerte dall’apertura della Cittadella dei giovani, luogo di incontro “guidato” dei nostri adolescenti e laboratorio per sperimentare e perfezionare le proprie naturali inclinazioni ed interessi.
 
LE POLITICHE PER L’EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA E EMERGENZA ABITATIVA
La risoluzione delle situazioni di disagio abitativo e il miglioramento delle condizioni di inquilini e ERP dovrà esplicarsi attraverso:
- la stimolazione del mercato privato;
- il contenimento degli sfratti;
- l’aumento e il miglioramento dell’offerta abitativa;
- l’adeguamento normativo degli alloggi del patrimonio ERP;
- l’attivazione di nuovi piani di vendita.
A tal fine è necessario proseguire negli sforzi di coinvolgere sia gli attori istituzionali, Regione, Comuni e ARER, sia le Associazioni di categoria degli inquilini e dei proprietari.
Inoltre occorrerà porre particolare attenzione al progressivo aumento degli sfratti per morosità che è indice di nuove povertà che faticano a far fronte alle spese per la locazione di alloggi nel mercato privato. Si renderà indispensabile pertanto:
- da un lato intervenire sul patrimonio di edilizia residenziale pubblica ristrutturando gli alloggi disponibili;
- dall’altro individuare a favore delle fasce sociali più deboli, misure di sostegno, anche economico, al fine di diminuire il rischio di morosità.
 
LE POLITICHE PER LO SVILUPPO ECONOMICO:
Nella piena consapevolezza che le attività economiche cittadine vivono un momento di grave sofferenza, dovrà essere prestata prioritaria attenzione allo sviluppo economico della nostra città.
A tal fine, dovranno essere intraprese azioni mirate affinché Aosta possa diventare una vera e propria capitale Alpina per i turisti, soprattutto quelli di prossimità e possa diventare meta ricercata da chi intende trascorrere week-end lunghi fuori porta.
A tal proposito, importanza strategica è rivestita dalla vicinanza e dall’efficacia del collegamento funiviario con la stazione sciistica di Pila, che deve diventare il naturale domaine skiable e paesaggistico della nostra città.
In quest’ottica, la programmazione coordinata e sempre più anticipata degli appuntamenti di animazione cittadina, con eventi di punta scelti e selezionati nell’ambito del panorama artistico, sarà un elemento indispensabile per poter costruire e “vendere” pacchetti turistici integrati, a misura dei diversi “target” di visitatori che si avvicineranno alla nostra città, creando un indotto che andrà a vantaggio di tutte le attività economiche che gravitano sul territorio comunale.
L’azione sinergica delle Istituzioni e delle Associazioni di categoria rappresentative del mondo economico locale permetterà di compiere un importante passo in avanti nella qualità dei servizi resi e nella possibilità di offrire a chi vorrà visitare la nostra città il meglio del proprio patrimonio artistico, storico, paesaggistico, enogastronomico, culturale, ambientale e ricettivo. In tale prospettiva, fondamentale si rivelerà lo sviluppo di una cultura dell’accoglienza, della tolleranza nei confronti dei nostri visitatori e di una maggiore peculiarità dell’offerta commerciale che meglio connoti la natura alpina della nostra città. A tal proposito, molto significativo sarà il cammino, da intraprendere, di integrazione tra l’offerta eno-gastronomica tipica e il patrimonio di “savoir faire” e di tradizioni proprie della nostra comunità.
Una comunicazione coordinata e omogenea delle attività organizzate e sostenute dall’Ente a favore dello sviluppo turistico cittadino contribuirà, infine, certamente a connotare in modo personalizzato Aosta e a renderla immediatamente riconoscibile agli occhi del pubblico.
Le grandi opere che interesseranno, trasformandola, la città, tra cui la realizzazione del nuovo Polo Universitario, creeranno, a tendere, nuovi e importanti circuiti a favore dello sviluppo economico cittadino e, in quest’ottica, dovranno essere vissuti e “capitalizzati” i possibili disagi da cui si dovrà inevitabilmente traghettare per il compimento di tali interventi.
L’Amministrazione dovrà, infine, porre particolare attenzione ai Consorzi di miglioramento fondiario presenti sul proprio territorio, anche intervenendo con un sostegno economico rispetto ai costi di gestione degli acquedotti irrigui, che permettono alla comunità un risparmio di acqua potabile. Inoltre, occorrerà meglio coordinare con l’Amministrazione regionale le attività dei cantieri forestali nei seguenti settori:
- aree verdi;
- sistemazioni idrauliche (scarichi acque);
- viabilità minore (sentieri, mulattiere).
 

LE POLICHE CULTURALI
Dovranno essere consolidate e potenziate tutte le azioni e iniziative già intraprese per rendere Aosta città viva anche dal punto di vista culturale. In quest’ottica dovrà essere valorizzato e “speso” il patrimonio storico, monumentale e artistico cittadino, anche in chiave di importante canale di promozione turistica della città.
Dovranno essere promosse e incentivate occasioni di scambio culturale e dovrà essere dato nuovo slancio al settore delle biblioteche, come luogo di cultura attiva.
Dovranno, infine, disegnarsi politiche mirate affinché il nuovo Polo Universitario, centro culturale di eccellenza della nostra città, possa accreditarsi a livello internazionale e possa contribuire ad un rinnovamento culturale e a una nuova creatività intellettuale, che favoriscano anche lo sviluppo sociale ed economico della città.
Andranno perseguite tutte le azioni in grado di contribuire alla valorizzazione della francofonia e del bilinguismo, quale elemento significativo dell’Autonomia speciale, oltre che indiscutibile valore aggiunto del patrimonio culturale della comunità.

LE POLITICHE SPORTIVE
L’azione dell’Amministrazione dovrà essere volta a completare i lavori di realizzazione, trasformazione e adeguamento delle infrastrutture sportive cittadine, così da poter offrire alla popolazione l’opportunità di avvicinarsi a innumerevoli discipline sportive e di poterle praticare in strutture rinnovate e al passo con i tempi.
Si dovrà, inoltre, continuare ad incentivare le attività sportive a livello scolare, ludico e agonistico provvedendo ad organizzare corsi di avviamento allo sport rivolti ai giovani frequentanti le scuole dell’obbligo, all’insegna del detto latino, pur sempre attuale, “mens sana in corpore sano”.
Grande attenzione dovrà, infine, essere prestata nei confronti di eventi sportivi, che, per il loro spessore, siano in grado di veicolare la nostra città anche nel circuito turistico, contribuendo allo sviluppo economico cittadino.

LE POLITICHE PER L’AMBIENTE E PER UNA CITTA’ SOSTENIBILE
Mantenere l’efficienza del sistema di gestione ambientale, che ha ottenuto la Certificazione di conformità ai sensi della norma UNI EN ISO 14001:2004: questo l’obiettivo che l’Amministrazione comunale dovrà porsi in tema di sostenibilità ambientale.
In quest’ottica, grande attenzione dovrà essere prestata al servizio di raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani, con il sistema “porta a porta”, che sarà, tra l’altro, oggetto di nuovo appalto a partire dal prossimo anno.
E poi, la realizzazione del progetto “Cityporto”, che contribuirà a rendere più agevole, funzionale ed ecologico il sistema di carico e scarico merci nel centro cittadino.
E ancora, il compimento del progetto relativo al teleriscaldamento che sostituirà alle piccole caldaie presenti in ogni casa un unico grande “impianto centralizzato”, attraverso una rete per distribuire acqua calda. La piana di Aosta rappresenta il territorio ideale per il teleriscaldamento: molte case vicine e parecchi condomini, terreno pianeggiante collegato da una rete di strade, nel cui sottosuolo si stanno realizzando i canali necessari al funzionamento di tale sistema. L’impianto centralizzato, alimentato a metano e co-generatori di produzione elettrica (che non disperdono il calore derivante dal funzionamento, ma lo recuperano) sarà ubicato nell’area ex Cogne e sarà in grado di recuperare il calore disperso nel corso dei vari processi e di riutilizzarlo per produrre energia.
Per quel che riguarda il servizio idrico integrato, ovvero l’attività di gestione, manutenzione e controllo del servizio di acquedotto e degli impianti fognari, dovranno essere mantenuti e consolidati i livelli qualitativi delle prestazioni rese, che hanno raggiunto ottimi risultati anche grazie alla realizzazione del sistema di telecontrollo che permette di monitorare tutti gli impianti, nonché le stazioni meteorologiche e gli impianti di sfioro presenti sulla rete fognaria e sul canale Mère des Rives.
Saranno, infine, promosse ed organizzate iniziative ambientali per sensibilizzare la popolazione al tema dell’ecologia.

LE POLITICHE PER LA SICUREZZA
I cittadini di Aosta e i turisti che onoreranno della loro presenza la nostra città dovranno avere la percezione tangibile di potersi muovere in un luogo sicuro. Con questo intento dovrà essere rafforzato il controllo del territorio e sul territorio, dovrà essere migliorata la fluidità della circolazione, sia veicolare, sia pedonale, dovrà essere garantito il monitoraggio delle arterie stradali, dovranno essere poste in essere tutte quelle azioni, che, grazie alla cooperazione delle Forze dell’ordine, garantiscano un capillare presidio del territorio a tutela dell’ordine e della sicurezza pubblici.

LE POLITICHE PER L’INNOVAZIONE TECNOLOGICA
Nell’ottica di abbattere sempre più la distanza tra cittadino e Pubblica Amministrazione, oltre al consolidamento e allo sviluppo dei progetti tecnologici già attivati, quali, per esempio, i servizi on line, dovrà essere riprogettato il sito internet del Comune di Aosta, in veste più dinamica e fruibile da parte degli utenti, nella consapevolezza che l’evoluzione e la diffusione degli strumenti tecnologici rendono ormai il sito internet il primo biglietto da visita di una città agli occhi dei suoi visitatori multimediali, che, per le motivazioni le più disparate, sono in cerca di un contatto. Il sito dovrà, pertanto, subire un restyling radicale, in quanto, oltre ad essere il portavoce dell’Istituzione che rappresenta (e quindi contenitore di tutte le informazioni a carattere istituzionale), dovrà “parlare” con il suo visitatore, dovrà avere un “appeal” e una veste accattivanti, dovrà raccontare Aosta e le sue bellezze monumentali e artistiche e dovrà proporre tutte le potenzialità della città e dei suoi dintorni in chiave di promozione e valorizzazione turistica complessiva.

LE POLITICHE PER IL TERRITORIO
Completato l’adeguamento del Piano Regolatore Generale Comunale al Piano Territoriale Paesistico, il Comune è ora nelle condizioni di avviare le varianti che consentiranno di qualificare ulteriormente il territorio, nonché di soddisfare alcune legittime esigenze di privati, nell’ottica di rilancio economico che caratterizza l’intero programma.
Nell’alveo di questo processo, una sensibilità particolare dovrà essere dimostrata per i collegamenti con le frazioni, in una logica generale di disincentivazione dell’uso dei mezzi privati per raggiungere il centro città, che affonda le sue radici in un sistema di trasporto pubblico locale, per il quale è in via di definizione il nuovo “Piano di Bacino del Traffico” e che comprende soluzioni apprezzate quali il servizio a chiamata diurno e notturno.
Tutti questi interventi dovranno, inoltre, essere profondamente ispirati a un disegno di sviluppo integrato ed equilibrato del territorio, che ne assicuri la compatibilità con le azioni di grande trasformazione in essere.

IL DECORO URBANO
Intendiamo promuovere l’avvio di una politica di comunicazione ed iniziative puntuali e concrete, allo scopo di aumentare la gradevolezza della vita nella nostra città, in particolare per quanto attiene alla pulizia di strade, piazze, parcheggi, aree cortilizie pubbliche e private, nonché alle tinteggiature degli edifici, dotando la Città e – segnatamente il suo centro storico – di un apposito piano del Colore, alla manutenzione delle aree verdi e delle aiuole, alla qualità degli elementi di arredo urbano, all’installazione di una segnaletica moderna ed efficace e a tutto ciò che potrà contribuire a definire la percezione di un panorama urbano decoroso e rasserenante.
A tale proposito, il Comune di Aosta si attiverà per coinvolgere le associazioni e i cittadini che manifestano particolare sensibilità a queste tematiche, al fine di rafforzare il comune sentire civico, presupposto indispensabile al successo di ogni iniziativa, riproponendo quelle azioni concrete come “il centro storico fiorito”, che hanno riscontrato notevole gradimento da parte dei concittadini e dei turisti.
 

RELAZIONI DI AMICIZIA E COOPERAZIONE
Nella consiliatura 2010-2015 dovranno proseguire i rapporti che la città di Aosta ha ripreso, intensificandoli con scambi, progetti comuni e altre iniziative, con le realtà gemellate o cui siamo legati da “Carte dell’Amicizia”, in Italia e all’estero, con particolare riferimento all’appartenenza aostana al mondo della francofonia e al ruolo che la nostra città interpreta in seno all’Association Internationale des Maires Francophones.

IL PIANO STRATEGICO
Dovrà continuare il percorso iniziato per l’elaborazione del Piano strategico, strumento attraverso cui la città definisce il proprio sviluppo futuro con un processo partecipato dove Istituzioni, forze economiche e sociali e cittadini si confrontano e individuano linee e strategie condivise di intervento sul medio e lungo periodo. Il Piano va oltre la semplice programmazione di interventi, l’attenzione non è posta sui singoli progetti, ma sulle scelte che cambieranno la città nei prossimi decenni, perconsegnarla, ridisegnata, alle future generazioni.

ALCUNE CONSIDERAZIONI SULLA STRUTTURA DELLA MACCHINA COMUNALE
La crisi economica, unita alla situazione di contrazione di risorse, impone una revisione profonda del funzionamento della macchina comunale, al fine dicaratterizzarne il ruolo (sempre più generatore di opportunità e catalizzatore dello sviluppo economico) e di incrementare il valore dei servizi erogati alla comunità.
Vogliamo costruire un ente basato sulle nuove logiche dell’organizzazione snella che genera valore per la Comunità e riduce i costi di funzionamento. Per raggiungere questo obiettivo, intendiamo fin dai primi passi del nostro mandato rivedere la struttura organizzativa e ridisegnarla in maniera più compatta e meno frazionata, attorno ad unità dedicate ai loro utenti (imprese, cittadini, famiglie, città, territorio), che trattano, ciascuna, insiemi omogenei di prodotti/servizi. Ogni unità agisce con lavorazioni a flusso continuo senza interruzioni e spezzettamenti in modo da far coincidere i tempi di attraversamento con i tempi di risposta ai cittadini.
In particolare, si prevede di rafforzare il ruolo di direzione con un vertice “asciutto” composto da 2 dirigenti dotati di poteri di coordinamento ed intervento per assicurare l’attuazione delle politiche dell’Amministrazione. In tal modo, verranno facilitati i rapporti tra Amministrazione e struttura operativa e saranno meglio individuate le responsabilità, assegnando inoltre i poteri di direzione per orientare le risorse alle priorità richieste.

A livello complessivo prevediamo un forte intervento di riqualificazione delle professionalità delle risorse dell’ente per creare un “Comune più testa e meno pancia”. Si agirà per rafforzare i nuovi ruoli richiesti: ingegneri, economisti, geologi, ecc.

Su questo modello organizzativo prevediamo di attivare sistemi di erogazione dei servizi in tempo reale. Sarà questa una impostazione innovativa, che porterà i cittadini/imprese ad affrontare direttamente con l’addetto di riferimento le istruttorie delle pratiche. Nei casi in cui si dovranno pronunciare più servizi allo stesso tempo, l’istruttoria avverrà congiuntamente alla presenza del professionista.
 
Per migliorare il rapporto con il cittadino e assicurare la massima trasparenza si prevede di rafforzare l’accoglienza delle strutture comunali, mediante la costituzione dello sportello unico polivalente e polifunzionale per le imprese e i cittadini quale unico punto di accesso all’Amministrazione.

Questa unità erogherà anche servizi a livello sovra-comunale, dando modo ai cittadini di definire le loro richieste in un’unica sede e soluzione. Si pensa, a livello logistico, ad un punto di incontro dei cittadini-utenti (un “salotto della città”), dove si potranno consultare quotidiani, accedere ad Internet, consultare su monitor le informazioni giornalistiche, in un ambiente dagli allestimenti molto gradevoli (salottini dedicati, spazio bimbi, ecc).
 
Sempre nella logica dell’accoglienza si prevede di assegnare ad ogni nucleo familiare un assistente/referente in Comune (“Un amico in Comune”), che potrà essere contattato per ogni aspetto riguardante il rapporto con l’ente.

Infine, per una maggior fluidità nei rapporti con la Regione, nei confronti della quale il Comune di Aosta, nei prossimi anni, avrà un ruolo di assiduo interlocutore, tenuto conto che i grandi investimenti regionali insisteranno proprio nel capoluogo, è opportuno immaginare, per quanto possibile, di accorpare le deleghe assessorili, così da renderle quanto più speculari a quelle pianificate a livello regionale.
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