Sono 96 le dighe presenti sul territorio valdostano, di cui solo sei di competenza statale in quanto lo sbarramento supera i 15 metri di altezza. Per le restanti 90, gestite a livello regionale, è stato approvato ieri all'unanimità da tutte le forze politiche presenti in Consiglio Valle il disegno di legge che detta le regole per la loro costruzione e gestione.
Le dighe, ha premesso Dario Comé (Stella Alpina), relatore del provvedimento, «oltre alle finalità di tipo idroelettrico, sono state recentemente edificate, a livello regionale ma anche in altre realtà dell'arco alpino, per la necessità di realizzare bacini di accumulo artificiali per una gestione ottimale delle risorse idriche in vista della produzione di neve programmata, così come per finalità di tipo meramente irriguo».
«La gestione degli sbarramenti in fase di progettazione, di costruzione e di collaudo - ha spiegato Comé nell'illustrare la legge - presuppone un'attività di controllo sul rispetto delle normative tecniche di settore con particolare riferimento agli aspetti legati alla sicurezza dell'opera. In fase di esercizio - ha spiegato Comé - si esplica invece l'attività di vigilanza mediante l'effettuazione di visite periodiche e l'esame delle misure relative ai sistemi di monitoraggio al fine di predisporre interventi, rilievi, studi e disposizioni».
L'assessore alle Opere pubbliche Marco Viérin ha aggiunto che la delibera attuativa sarà pronta «nell'arco di due mesi».
Fonte: Aostaoggi

