Attuare una politica in linea con la dottrina sociale della chiesa; consolidare il centro autonomista; contribuire ad essere attori responsabili "di quest'epoca per certi versi rivoluzionaria". E' il mandato che Rudi Marguerettaz, segretario uscente e entrante, ha affidato al popolo della Stella Alpina.
Il movimento, 800 iscritti, quattro sindaci, qualche decina di amministratori locali, celebra oggi a Pollein il terzo congresso all'insegna dello slogan 'Determinati sull'autonomia, moderati nel metodo, centrati sulle necessita".
Marguerettaz nella sua relazione, facendo riferimento alla situazione politica valdostana, ed in particolare al ruolo del movimento, ha detto: "Oggi, a quattro anni di distanza, possiamo dire di aver raggiunto gli obiettivi che ci eravamo posti". Il riferimento di Marguerettaz è partito dal congresso di Nus, quando all'epoca il movimento era all'opposizione, mentre oggi, per la prima volta, la Stella Alpina è al governo della regione con una coalizione tutta autonomista. La Stella Alpina governa, infatti, con l'Union Valdotaine e la Federation Autonomiste.
Marguerettaz ha però messo in guardia i delegati e gli iscritti: "Il rischio che dobbiamo evitare è di affrontare questo momento politico con una sorta di 'appagamento' per il risultato raggiunto: l'ingresso in Giunta di Stella Alpina non rappresenta un punto di arrivo, ma, al tempo stesso, non è nemmeno un punto di partenza". Guardando poi alle questioni sociali ha ribadito che "il nostro ideale, il nostro punto di riferimento, l'abbiamo voluto scrivere a chiare lettere nel nostro statuto: è la Dottrina Sociale della Chiesa". "Con questo però - ha sottolineato il segretario - non diciamo di voler essere un partito di soli cattolici: certo molti fra noi lo sono, ma abbiamo anche tanti aderenti che cattolici non sono, ma che si riconoscono nei principi di sussidiarietà, di solidarietà, del perseguimento del bene comune, della centralità della persona, i binari sui quali avanzare le nostre proposte politiche e amministrative".
Una politica sociale che, però, secondo Marguerettaz "non deve generare un assistenzialismo cronico che porterebbe a risultati certamente negativi".

