Sono state 311 le valanghe spontanee registrate durante la scorsa stagione invernale in Valle d'Aosta, mentre quelle causate da alpinisti e sciatori sono state nove e hanno provocato tre feriti e una vittima. Oltre un terzo di esse si sono verificate a marzo ed erano principalmente localizzate nei versanti orientali e settentrionali.
L'identikit del fenomeno è contenuto nel Rendiconto Nivometeorologico realizzato dall'ufficio neve e valaghe dell'assessorato regionale alle opere pubbliche, difesa del suolo e edilizia residenziale pubblica, presentato oggi ad Aosta.
Il volume è il risultato di un monitoraggio dei fenomeni nevosi nella regione, realizzato attraverso il trattamento di
6.576 dati che hanno consentito, tra l'altro, la diffusione tra novembre 2007 e maggio 2008 di 94 bollettini e 9 note informative.
"Siamo convinti - ha detto l'assessore Marco Viérin - di quanto non solo sia importante conoscere e monitorare il territorio, ma anche di come sia necessario diffondere la consapevolezza della nostra realtà alpina". Un'attività conoscitiva che è "la prima cosa da fare - ha aggiunto Viérin - perché le scelte di gestione dipendono dai dati che provengono dal territorio".
Sotto il profilo meteorologico, la scorsa stagione invernale - secondo quanto riportato nel rendiconto - è stata
caratterizzata da temperature leggermente superiori alle medie storiche del periodo, con scarti maggiori a gennaio e a febbraio. Le altezze totali della neve fresca e le altezze medie della neve al suolo sono state tendenzialmente allineate al dato medio, ma inferiori di oltre il 50 per cento rispetto ai massimi storici. In constrasto con i tradizionali picchi primaverili, il valore più alto della neve al suolo è stato registrato a gennaio.
caratterizzata da temperature leggermente superiori alle medie storiche del periodo, con scarti maggiori a gennaio e a febbraio. Le altezze totali della neve fresca e le altezze medie della neve al suolo sono state tendenzialmente allineate al dato medio, ma inferiori di oltre il 50 per cento rispetto ai massimi storici. In constrasto con i tradizionali picchi primaverili, il valore più alto della neve al suolo è stato registrato a gennaio.

